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Don Franco e don Paolo

At reverendo sacerdote Mons. Franco Degrandi che termina suo ministero ecclesiale come Presidente Generale OFTAL Sommo Pontefice esprime compiacimento per benemerito servizio svolto et mentre invoca dal Signore rinnovata effusione favori et conforti celesti gli imparte implorata benedizione apostolica estendendola volentieri at quanti hanno beneficiato Sue cure spirituali.

Cardinale Tarcisio Bertone
Segretario di Stato di Sua Santità

Ma chi? Quello il Presidente Generale? Più volte ragazzi e adulti hanno domandato ad altri più anziani di loro nel servizio se quell’uomo alto, con i capelli bianchi e lo sguardo affilato come quello di alcuni personaggi di El Greco (l’immagine riuscita è di un giornalista del Corriere) era proprio il numero uno nazionale dell’OFTAL.

Perchè Monsignor Degrandi - ops Don Franco per tutti! - è stato sino a pochissimi anni fa l’uomo che amava controllare ogni particolare. Eccolo ad esempio salire le strade di Lourdes con una sgangherata Renault 4 diretto in stazione per montare l’impianto audio dei treni e controllare che la numerazione delle vetture avvenisse a regola d’arte.

Don Franco era ed è così. E’ l’uomo delle attenzioni, dei particolari, poco- o meglio - per nulla avvezzo ai palcoscenici e alla ribalta. Anzi completamente refrattario ad onorificenze e posti in prima fila. Ed avrebbe potuto averne tante in questi anni! Ma per lui ciò che conta, la sua ragione di vita vera e propria sono i malati e l’OFTAL, al contempo sua “madre”e “figlia” prediletta.

Tante volte si dice “quest uomo ha dedicato la vita a questa o quest’altra Associazione”. Nel caso di Don Franco non sono parole vuote. Se l’OFTAL è questa realtà unita, profondamente radicata nella Chiesa, attenta e premurosa verso i malati e i sofferenti, in poche parole una vera, grande Famiglia è perchè ogni cosa è stata plasmata dalla personalità straordinaria di questo sacerdote vercellese.

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La massima onorificenza per un sacerdote – fortemente voluta dal Cardinale Bertone - concessa  per i 25 anni di Presidenza dell’OFTAL. Il messaggio di ringraziamento di Papa Benedetto XVI a Don Franco

Domenica 30 settembre 2007 (a partire dalle ore 9.30) presso l’Oratorio Salesiano di Trino (VC) O.F.T.A.L. – Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes – ricorda i 75 anni di Fondazione avvenuta proprio nella cittadina del vercellese, ove ancora ha sede. Nel corso della Solenne Celebrazione eucaristica (prevista per le ore 10.45) presieduta da Sua Eccellenza Mons. Enrico Masseroni – Arcivescovo di Vercelli – Mons. Franco Degrandi – per 25 anni consecutivi Presidente Generale di OFTAL – riceverà la nomina pontificia a Protonotario Apostolico, nomina direttamente e fortemente voluta dal Segretario di Stato Vaticano Card. Tarcisio Bertone.

Da sempre il Cardinale Tarcisio Bertone ha nel cuore O.F.T.A.L. , essendo stato in particolare Arcivescovo di Vercelli, Diocesi presso la quale l’Opera ha la sua sede.

Sua Santità Papa Benedetto XVI ha trasmesso un telegramma per l’occasione – firmato dal Segretario di Stato Vaticano Card. Bertone – nel quale “esprime compiacimento per benemerito servizio svolto….imparte implorata benedizione apostolica estendendola volentieri a quanti hanno beneficiato sue (Mons. Degrandi, ndr) cure spirituali”.

Il Protonotariato Apostolico è la massima onorificenza concessa a un sacerdote; all’atto della consegna Mons. Degrandi dovrà giurare fedeltà al Papa promettendo disponibilità piena secondo le volontà del Sommo Pontefice.

Questa prestigiosa nomina quale segno di riconoscimento per la continua, attenta opera condotta da Mons. Degrandi nel corso  dei suoi ininterrotti 25 anni di Presidenza dell’OFTAL proprio nel giorno del “passaggio di consegne” con il nuovo Presidente generale dell’Associazione Mons. Paolo Angelino.

 

Grazie don Franco

In occasione della celebrazione del 75° di Fondazione di OFTAL Monsignor Franco Degrandi lascia dopo 25 anni di servizio la Presidenza dell’Associazione. 792 i Pellegrinaggi a cui ha partecipato sino ad oggi, di cui 586 a Lourdes

Domenica 30 settembre 2007 ore 9.30 presso L’Oratorio Salesiano di Trino (VC) – città dove l’ Associazione è nata nel 1932 -  O.F.T.A.L. – Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes – celebrerà i suoi primi 75 anni di Fondazione.

Per O.F.T.A.L. questo è un momento storicamente importante; non è solo tempo di memoria di Fondazione, ma tempo di ringraziamento per l’ammirevole, umile, grande Opera di Servizio che ha caratterizzato i 25 anni interrotti di Presidenza Nazionale di Monsignor Franco Degrandi.

La Sua opera di dedizione all’Associazione si può cercare di riassumere nei numeri che compongono la sua esperienza di servizio con O.F.T.A.L. : ad oggi 792 i Pellegrinaggi cui ha partecipato di cui 586 a Lourdes, 26 a Banneux, 21 a Fatima, 28 a Loreto, 56 ad Oropa, 40 in Terra Santa e 7 a Roma (l’ultimo nel marzo scorso con Udienza il giorno 17 con Sua Santità Benedetto XVI) –28 sono i Pellegrinaggi verso altre mete-.

La Presidenza Generale di Mons. Franco Degrandi – Don Franco per tutti - è caratterizzata dalle continue attenzioni, premure verso i malati (il suo unico pensiero), il personale, i sacerdoti. Le sue attenzioni e premure si riassumevano e si riassumono nella precisione con la quale i Pellegrinaggi venivano e vengono preparati (dall’assistenza spirituale, alla preparazione delle celebrazioni, al viaggio e all’alloggio dei malati).

Mons. Franco Degrandi non ha mai rinunciato a porsi in prima persona anche per risolvere le questioni più pratiche (ad esempio il problema di allestimento dei furgoni in treno,la predisposizione degli impianti audio, i vettovagliamenti, etc), ben lontano da un’interpretazione del suo ruolo prettamente notarile. Il suo essere è stato ed è per tutti un esempio di Vero Servizio.

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Pensieri dalla scuola

Vogliamo condividere con voi alcune frasi partorite durante la scuola primi viaggi.
Trenta ragazzi che hanno coniviso una settimana di pellegrinaggio e raccontano così la loro prima esperienza:

- Qui a Lourdes, non ti stufi del silenzio nella preghiera
- L’unico modo per esprimere la sensazione che lascia il bagno alle piscine è il sentrsi come un verme
- Una semplicità che spiazza
- Paura di fronte alla grandezza di Maria
- Per riuscire a pregare ho bisogno di sentir pregare qualcuno sinceramente
- La completezza della quotidianità è concezione di una flicità autentica

Ore 9.00 i giovani delle scuole primi viaggi peregrinano per il Santuario alla ricerca di una sala che li ospiti. Ore 9.30, i giovani riescono finalmente a trovare un’aula, dall’altra parte del Santuario: in Accueil. Dopo la divisione in gruppi, si incomincia con in recitare un’Ave Maria insieme. L’emozione iniziale è alta ed è compito del sacerdote rompere il ghiaccio parlando della propria esperienza. Dopo alcuni istanti i ragazzi, raccolgono le idee e iniziano, come in un turbine emozionale, a sentenziare parole forti e sensazionali. Il miracolo di Dio raccolto e narrato da ragazzi, semplici giovani, che ad alta voce, non hanno paura di mettersi a nudo e farsi testimoni di un messaggio vitale, davanti ad un mondo che sancisce la giovinezza come un essenza priva di valori. L’uomo ricerca se stesso davanti al miracolo di Lourdes, cerca la propria esistenza e la propria fede, di fronte alla sofferenza, scoprendo la naturalezza di gesti e contatti con l’umanità, che viene resa immediata dalla presenza della Madonna. La difficoltà nel credere all’esistenza di una doppia personalità nella propria vita, nello stupore di chiedere e realizzare il proprio disegno di vita.

Questo è quanto, oggi, i ragazzi hanno reso fruibile con la loro presenza e tangibile con la loro parola. Una lezione di vita. Una scuola di fede e spiritualità.

L’appuntamento di domani è con le scuole primi viaggi.

Ale

Il pomeriggio di oggi è stato degno della trama di un libro di Agatha Cristhie. Per tutta la giornata inquietanti voci si sono susseguite in uno scenario reso cupo dai continui cambiamenti metereologici.

Alli’inizio era la prateria… per fare la via crucis, ma una secchiata d’acqua porta a ripiegare su una più asciutta Pio X. Come nelle migliori storie, una volta usciti dall’accueil uno spendido sole illumina Lourdes.

Le luci soffuse e le diapositive della via crucis rendono ancora più arduo seguire i passi stanchi di Gesù sul Calvario.

D’improvviso insistenti voci di corridio insistono nel prevedere la successiva Messa sempre in Pio X… peccato che la presenza assolutamente “inaspettata” del padrone di casa (il Santissimo) obblighi a più miti consigli. Come previsto si va in Cote Grotte. Ma il Signore per punire il troppo osare ci benedice con una secchiata di acqua di Lourdes, quella che viene dal cielo.

Un pò umidicci, ma contenti festeggiamo l’impegno in associazione dei nostri straordinari secondi viaggi. Ancora acqua sulle nostre spalle, ma stavolta sono solo innocue lacrime di commozione.

In un crescendo stupefacente, con il tempo che cambia ogni 5 minuti, la domanda si fa insistenza: ma il flambeaux??? La cerimonia è avvincente, ma come tutti i film di cassetta si protrae quei 20-25 minuti di troppo. Siamo in ritardo per la cena. L’equipe tecnica per confermare l’imprescindibile fiaccolata s’ingenga a creare macchine per l’imboccamento (utili a personale e malati) in grado di somministrare primo, secondo e dolce in 5 minuti netti, preferibilmente comodamente seduti in bagno (giusto perchè si è fuori dalle 14).

Il piano funziona e alle 19.45 siamo tutti pronti a partire, ma l’ennesimo scroscio d’acqua ci ricorda che non si fanno i conti senza l’oste!

La giornata è sul finire; il dolce rosario d’accuiel ci accompagna alla grotta e ad un pò di riposo. A domani.

Dopo che tutti, ma proprio tutti sono riusciti a giungere al treno. Come in “Amici miei” , manco fosse Antonietta Di Martino, Ale è arrivato lanciando la sua valigia sul furgone ed è saltato sul treno in corsa.

Il furgone, come sempre è gremito di giovani che in amicizia si scambiano emozioni e sensazioni dei primi istanti di pellegrinaggio.

Intanto si distribuiscono ricordini e cartoline, mentre Ale & Marta, dediti al farnulla, peregrinano per il treno compiendo atti di pierraggio e proseliti tra le liste dei giovani primi viaggi.

Alle 18.30, un dj d’eccezione, don Enrico, con voce rauca causa bronchite cronica del fumatore, trasmette il rosario accompagnati da deliziosi canti sulle onde della fede.

Si sono aperte le danze della cena di gala con il seguente menu:

Vellutata di verdure liofilizè d’acqua dolce con crostini saporiti
Medaglione di tacchino con verdure di stagione (la scorsa)
Tagliere di formaggini del “Bel Paese”
Bavarese alla vaniglia in polpa di mele
Crostatina della casa con marmellata lassativa (prugne)
Trebbiano der rebicone limited edition della provincia di Imola (ma Imola fa provincia?)

Anche le nostre folli menti ormai sono stanche. Vi diamo appuntamento a domani per l’inizio della grande Avventure.

Auguriamo un buon pellegrinaggio a Tutti.

Ale & Ste

Questo è stato il mio quinto pellegrinaggio. Solo qualche anno fa non avrei mai pensato che Lourdes sarebbe diventata una tappa fissa nella mia vita. Qualcosa di cui non puoi fare a meno, che ti manca, che aspetti con impazienza, che programmi già con un anno di anticipo. E quando torni a Milano sai che avrai una nostalgia tremenda dei nuovi e vecchi amici che trovi e ritrovi a Lourdes.

Persone che ti sembra di conoscere da sempre, tanto forte è il legame che si costruisce in una settimana. E la sala, quanto mancano i nostri ragazzi! Le loro risate, i loro abbracci sinceri, i loro occhi puliti.

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Torni a casa e ti ritrovi nella solita vita, con i soliti problemi e ti mancano le levatacce al
mattino, le notti in bianco, ma soprattutto ti manca Lei. La preghiera e il raccogliemento davanti alla grotta, di notte, quando non c’è nessuno, e sei da sola con Lei, e ti sembra che ti ascolti di più.

Non è solo preghiera, è dialogo. Sembra quasi di sentire una carezza amorevole. E’ un’emozione impagabile.
Ecco, cos’è per me Lourdes? Per me che ci sono arrivata in un modo un po’ strano, seguendo un percorso insolito. Quasi per caso. Ma niente è per caso. Lourdes è stanchezza abissale, felicità alle stelle, Amore a valanga, risate, qualche lacrima, chilometri a piedi, belle amicizie, preghiera, raccoglimento, ricordi preziosi. Lourdes è un viaggio interiore. Lourdes è emozioni intense.

Eli

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