E’ mattina presto, sono appena le cinque ed il treno si avvicina di gran lena a Toulouse. E’ sempre “strano” riscoprire come ogni volta passata Ventimiglia si cambi decisamente velocità: da lumaca a saetta.
Siamo un poco in ritardo, o almeno sembra, ma questo nuovo pellegrinaggio è cominciato. Ieri sera gli ultimi ritocchi agli alberghi: ritirati dell’ultima ora e iscritti all’ultimo minuto. Far quadrare i conti sembra facile, ma come insegna la Clelia ci vuole metodo e lei, nel campo ha esperienza da vendere.
Abbiamo incorociato un paio di trani dell’Unitalsi lungo la strada, ci rincontreremo a Lourdes. Ieri, partiti da Ventimiglia i ragazzi cantavano in furgone, la degna colonna sonora per l’inizio del pellegrinaggio.
La luna ancora domina il cielo, ma tra poco sarà l’alba e saremo lì a sentire la classica vocina: “lourdes, stazione di Lourdes…” e saremo arrivati, pronti, ma anche no, a farci sorprendere di nuovo (alcuni per la prima volta) dallo sguardo amorevole che Maria ci regala attraverso i nostri compagni di viaggio e nelle ore di preghiera solitaria alla grotta.
E’ in fondo il solito inizio, ma ogni volta ha un gusto differente.