Mercoledì 9
Apr 9th, 2008 by Daniele Colombi
I giorni passano in fretta. In realtà sono i giorni più lunghi: questo perché sono intensi sin dal primo mattino. Ci si sveglia per la Via Crucis, quando è ancora buio; il personale si incammina e prega insieme, arrivando in cima, alla XIV stazione. Albeggia. Lourdes si sveglia.
Incomincia il servizio per tutti ed è subito un incontrarsi con i malati, con i pellegrini. Ci aspettano tante processioni, tanti momenti davanti alla Grotta o comunque nel Santuario.
La più emozionante delle funzioni è forse il Flambeux: martedì sera abbiamo alzato al cielo le nostre candele, abbiamo alzato verso di Lei le nostre preghiere.
E’ importante stare vicino ai malati, è bellissimo vedere in volto i loro sorrisi, sentirsi dire un semplice “grazie” che ti riempie di soddisfazioni e caccia via tutta la fatica e il sonno accumulati.
E’ importante anche trovare qualche momento per sé stessi, anche per noi del personale. Io stesso sento il bisogno di spingermi ogni sera, alla fine della giornata, davanti a Lei, la Madre di tutti noi.
Davanti alla Grotta, nel silenzio, al buio si trova finalmente il tempo per tirare fuori sé stessi, per aprirsi e guardarsi dentro. Tanti pensieri corrono in testa, tante preghiere salgono al cielo. Lei è sempre pronta ad accoglierci, tra le sue braccia di Madre.
E’ bello stare vicini ai malati anche nel momento di preghiera, mentre si recita un Rosario, mentre si fa il passaggio alla Grotta, quando senti il bisogno di allungare una mano per toccare quelle rocce inumidite dall’acqua di fonte.