E con l’Oftal 400 volontari diventano pellegrini
Dec 11th, 2007 by Stefano
I giovani dell’Oftal tutta si sono recati in pellegrinaggio per l’apertura dell’anno giubilare in celbrazione dei 150 anni dalle apparizioni della vergine a Bernadette, pellegrini sulle sue orme. E’ stata un esperienza esaltante, pur nelle difficoltà logistiche e metereologiche, in cui, una volta di più è stato possibile assaporare il gusto e la bellezza dell’unità della nostra associazione.
Ecco un breve articolo apparto si Avvenire di Sabato 8 Dicembre.
E con l’Oftal 400 volontari diventano pellegrini
Il presidente Angelino: «Siamo qui per dare una ‘ricarica’ al nostro servizio per i malati»
DAL NOSTRO INVIATO A LOURDES
Per una volta sono venuti da soli. Senza gli ammalati che di solito accompagnano a Lourdes, nel corso dei 38 pellegrinaggi organizzati ogni anno. «L’occasione dell’apertura del Giubileo dei 150 anni ci ha fornito lo spunto – spiega monsignor Paolo Angelino – l’entusiasmo giovanile e l’esigenza di vivere un momento di spiritualità forte hanno fatto il resto».
Monsignor Angelino è il presidente dell’Oftal, l’Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes, che dal 1932, anno della sua fondazione, si incarica di accompagnare nella città delle apparizioni mariane gli infermi che non possono andarvi da soli. «L’opera – spiega il sacerdote – è il frutto di una federazione di 18 diocesi del Nord ovest d’Italia e della Sardegna. Disponiamo di 15 mila volontari, in gran parte giovani (ma ci sono barellieri di tutte le età, fino a 80 anni, perché una volta entrati in questo servizio si resta barellieri per sempre) e portiamo a Lourdes più di seimila malati all’anno, oltre a 20-25 mila parenti e accompagnatori».
In questi giorni, però, hanno deciso di dedicarsi un momento di «ricarica spirituale ». «Non siamo semplicemente un’associazione filantropica. Svolgiamo il nostro servizio in un’ottica cristiana e vogliamo sempre più comprendere che dall’esercizio della carità dobbiamo risalire fino alla sorgente della carità che è Dio stesso».
Quale occasione migliore, dunque, dell’inizio del Giubileo dei 150 anni di Lourdes per una simile parentesi di ossigenazione spirituale? «L’iniziativa – spiega Edoardo Caprino, il responsabile stampa del gruppo – è nata dai giovani, ma ben presto ha contagiato anche gli adulti. Così adesso siamo qui in quasi 400: 240 ragazzi e 150 grandi, tutti volontari che d’estate fanno i barellieri. Una tre giorni per imparare a conoscerci meglio e a pregare insieme mettendoci alla scuola della Madonna ».
Per loro, che a Lourdes sono praticamente di casa, sarà sicuramente più facile. Ma che cos’è che spinge tanti giovani a impegnarsi in un volontariato così esigente e difficile? «Le motivazioni – risponde monsignor Angelino – sono diverse: per alcuni è semplice curiosità, per altri è altruismo. Ma la maggior parte sono letteralmente conquistati dal passaparola dei loro coetanei che hanno già sperimentato questa esperienza e ne sono rimasti folgorati. È da notare – sottolinea il presidente dell’Oftal – che non chiediamo mai a nessuno il certificato di battesimo. Chiunque può venire con noi. E ne abbiamo visti, in questi anni, di “miracoli”».
Ma i miracoli cui si riferisce il sacerdote non sono solo quelli del corpo. «Una volta – racconta don Paolo – si è presentato un giovane. Non veniva sicuramente da un’esperienza di parrocchia o di movimento. Anzi qualcuno mi aveva detto che viveva in giri poco chiari, si sussurrava addirittura che fosse un piccolo spacciatore. Lo abbiamo portato a Lourdes e una notte, mentre eravamo davanti alla Grotta a pregare l’ho visto inginocchiarsi e piangere. Da allora è dei nostri». Lourdes, dunque, cambia davvero la vita? «Giovanni Paolo II – conclude Angelino – qui ha detto: “Questa è la fonte dove la coscienza torna o ritorna pulita”. Noi spesso ne abbiamo visto i segni. Ed è difficile pensare che tutto questa accada senza un intervento dall’Alto».
Mimmo Muolo