Qualcosa che va oltre le parole stesse
Jun 28th, 2007 by Cri_and_Eli
Colleghi… ma soprattutto Amici,
Sono tornato da pochi giorni dal viaggio che la Croce Bianca ha organizzato per il suo centenario a
Lourdes.
Vi sto scrivendo perché voglio condividere con voi quello che questa bella esperienza mi ha lasciato, pur sapendo che è una impresa ardua tentar di esprimere a parole qualcosa che va oltre le parole stesse.
E’ stata un esperienza straorinaria che ha lasciato un segno indelebile nella mia vita, venir a contatto con tanta gente bisognosa che è costretta a dipendere per forza da qualcun’altro, vedere i loro volti, i loro sorrisi di gratitudine, ti fa riflettere molto sulla vita, sopratutto sulla tua di vita, sul significato che noi gli diamo e sul suo vero significato.

Io ero un barelliere che aveva il compito di accudire con altri volontari, per varie ore della giornata, dei ragazzi giovani di 20\30 anni disabili ed handicappati, il mio compito era di portarli in giro, li aiutavo a lavarsi e vestirsi, a mangiare, a stare con loro.
Non riesco a trovare le parole per esprimervi quello che mi hanno dato in questa settimana, vi posso solo dire che i loro volti te li porti dentro per tutta la vita, e che alla fine del viaggio ti rendi conto che di “anormale” o di “disabile” non hanno proprio nulla, anzi…
Tu pensi di andare a dare qualcosa a qualcuno e alla fine ti rendi conto che hai solo ricevuto. Io sono stato spinto a fare questo viaggio da un mio caro amico che era stato a Lourdes come barelliere parecchi anni fa e che mi ha lasciato una testimonianza del suo viaggio, accompagnandomi dall’alto a provare a fare anch’io questa esperienza.
All’inizio prima di partire ero un po’ titubante, non avevo mai fatto esperienze di questo tipo, non mi sentivo preparato, avevo timore di non trovare il feeling giusto con i malati, di trovarmi fuori luogo, ma poi una volta lì con loro, mi sono reso conto che non servono corsi per imparare certe cose, serve solo sorridere e poi il resto vien da sé.
Io soccorritore della Croce Bianca che di solito credo di andare in giro a salvare la gente, che invece questa volta vado a Lourdes, non per salvare qualcuno, ma per essere salvato da Qualcuno.
Avrei voluto che ci foste anche voi lì con me, in modo da condividere questa bella esperienza insieme sul campo, e mi sono domandato perché un iniziativa del genere non abbia suscitato l’interesse e la partecipazione anche di altri volontari, sopratutto tra i giovani della Croce Bianca, questa è una esperienza che va oltre al significato che si può dare al valore della Fede, è proprio un’esperienza di vita che a mio parere vale la pena di fare… oltre che per far del bene agli altri anche per vedere con altri occhi le cose che ti circondano e che ti accadono.
Per questo vi sto scrivendo per darvi testimonianza, come è stato fatto con me, di quello che ho vissuto e per invitarvi a vivere questa esperienza cogliendo le opportunità future che vi si presenteranno per un viaggio a Lourdes come volontario.
Una volta tornato ti rendi conto che quei giorni rischiano di essere un sogno, ma qui inizia l’impegno per cercare di renderlo “una sogno per la vita di tutti i giorni”.
Con affetto
Davide M. - F1
“La paura bussò alla porta della speranza, la speranza ebbe il coraggio di andare ad aprire, ma non
trovò nessuno”