L’amico è il custode dell’anima.
Oct 21st, 2006 by Stefano
Dopo pranzo si riparte alle tre del pomeriggio di gran carriera per affrontare insieme il proseguo del nostro viaggio spirituale.
Questa volta il tema del nostro dibattito introspettivo riguarda un sentimento antico come la terra stessa, ma che ancora oggi non è per niente facile le definire: l’amicizia.
Il nostro carissimo Stefano Sartirana esordisce con una definizione dell’amicizia esposta non come vero e proprio significato del termine, ma come “messaggio tra le righe”, ringraziando tutti i presenti di essere intervenuti, in quanto i cari amici venuti a farci compagnia rappresentano fisicamente occhi, orecchie e spirito del cammino che stiamo intraprendendo tutti assieme; e l’applauso nasce spontaneo come lacrime di gioia che nascono una in seguito all’altra, come dopo la nascita di una nuova vita.
Il dottor Stefano Zurlo, giornalista de “Il Giornale”, inizia il sua parte d’esposizione con una citazione di Padre Clemente Rebora, una frase molto forte e difficile da accettare che tratta di come un uomo possa realmente e sinceramente donarsi a Dio solo nel qual caso il suddetto uomo sia pronto a donare la propria vita terrena e spirituale al sentimento della fede. Il punto chiave di questo pensiero sta nel fatto che solo un uomo che sia uomo fino in fondo può raggiungere un tal sentimento religioso, ma per comprendere in pieno questo ragionamento occorre essenzialmente essere un amico di quell’uomo che è uomo fino in fondo; in quanto solo il sentimento della vera amicizia può avvicinare due persone nell’atto di comprendersi ed incoraggiarsi a vicenda.
Padre Saverio Zampa ci racconta anche lui dell’amicizia come un sacrificio spontaneo, ma non ponendo in primis la devozione religiosa, ma bensì come un sacrifico sincero per il puro bene in una persona (il riferimento a Gesù nostro signore scatta in tutti in modo immediato).
Ci parla ci come sia fortunato colui che ha amici, ci parla di come sia ancora più fortunato colui che è disposto a donare la vita agli amici, ci parla di sentimenti forti e di sensazioni vere, ci racconta di passioni delicate e spontanee, ci parla poi di una felicità che nasce dal rendere felice un’altra persona, ci narra l’amicizia.
Conclude, infine, parlando di come Lourdes sia un luogo capace di rendere le persone amiche, di come un solo luogo sappia donarci il bisogno di cercare le persone che sentiamo vicine, parla di come la grotta possa trasmetterci sotto pelle il brivido che ci spinge a gioire dei sorrisi altrui.
L’amico è il custode dell’anima.