Contributi delle Sezioni /1
Oct 21st, 2006 by Stefano
La seconda parte dedicata ai contributi delle nostre sezioni è iniziata alle quattro e un quarto del pomeriggio dopo una breve pausa per bere qualcosa, fare due chiacchere tra le risate, e per qualcuno, distrarsi davanti al computer giocando a “prato fiorito” come la nostra carissima Laura Mariani.
La prima sezione a presentare il proprio operato è stata quella di Novara, che ha avuto l’originale trovata di presentare la malattia ad un livello diverso da quello fisico, e incentrato sul coraggio quotidiano di chi vive la propria mancanza con armonia ed insegnando a chi non è fisicamente malato
Ad apprezzare di più la vita per il fantastico dono che è.
La seconda presentazione è stata quella degli amici di Alessandria, con un introspettivo amalgamarsi di interviste che ci aiutano a comprendere come i nostri fratelli malati ci possano raccontare come vivere.
I cari amici di Vigevano, che presentano davanti ai nostri occhi affamati di umanità un filmato intento a rievocare le esperienze personali di che vive a stretto contatto con i malati,e soprattutto a sottolineare l’importanza dell’amicizia che è capace di instaurarsi tra malati e non.
I prossimi a presentarsi sono i giovani di Vercelli, i quali ci mostrano il montaggio di un’intervista a che sta vivendo la malattia.
Poi si presentano i simpaticissimi ragazzi Sardi, una carrellata di fotografie che rappresenta tutti i maggiori viaggi dei giovani della Sardegna, che ci presentano due diverse versioni del messaggio chiave del nostro convegno: Il tuo amico malato è Maestro; Malato, il tuo amico è Maestro.
Il testimone passa nella mano dei giovani di Cuneo, che ci pongono davanti al quesito che tratta quali siano i pensieri di un malato, e quali pensieri noi formuliamo in base alla loro vicinanza.
Non manca certo la sezione Genovese, che ci raccontano il nesso che accomuna tre differenti esperienze: nel momento della sofferenza, i malati, hanno saputo alzare lo sguardo e hanno avuto coraggio; non ci siamo accontentati di ciò che avevamo tra le mani; il malato non accontentandosi di quello che aveva tra le mani, ha cercato e ha trovato lui.