Il mio primo viaggio a Lourdes
Oct 12th, 2006 by Stefano
Lourdes… quante emozioni ho provato nella settimana di pellegrinaggio, mai avrei pensato o immaginato di vivere così intensamente quei giorni; certo mi era stato raccontato di quanto magico e bello fosse Lourdes, specialmente dalla mia ragazza e dalla sua famiglia che sono le persone che mi hanno convinto a provare questa esperienza, loro che la fanno ormai da anni e che devo e dovrò ringraziare per sempre, ma nessun racconto può, in nessun modo, descrivere con chiarezza tutto ciò che in quei giorni si sente e si prova.
Prima di partire mi avevano detto che avrei avuto un “compito” difficile, specialmente nel mio primo viaggio, dovevo fare servizio in “sala uomini”, devo ammettere che quello che sentivo non era incoraggiante, e il primo giorno in effetti lo sconforto stava prendendo il sopravvento; poi, non so perché o come, grazie all’aiuto dei miei responsabili, di tutti gli altri volontari, degli ammalati e della Vergine Maria, quel “compito” che sembrava tanto difficile è diventato stupendo, anzi il più bello fra tutti quelli che avrei potuto fare, perché la sala ti mette in stretto contatto con gli ammalati, ti da la possibilità di conoscerli bene, di poter instaurare un bel rapporto con loro, di poterti confrontare e di scoprire che effettivamente quando, prima di partire, mi veniva detto che una volta al fianco degli ammalati avrei scoperto di essere anche io ammalato era vero; non una malattia fisica, ma una malattia interiore, del cuore, della mente e dell’anima.
Non potrò mai scordare le parole, i gesti, i sorrisi e i ringraziamenti di tutti gli ammalati, ognuno con i loro problemi, chi più gravi chi meno, ma tutti li pronti ad aiutarmi, come se i ruoli si fossero invertiti, loro pronti a dire una parola di conforto nei miei riguardi, loro ponti a pregare per me a chiedere alla nostra Santissima Madre di aiutarci quando i veri bisognosi dovrebbero essere loro. Tutto questo ti apre gli occhi e ti fa capire molte cose, ti fa sentire, al tuo fianco la presenza di Maria e di Gesù, quella presenza che ho sentito per tutti i giorni trascorsi in Francia e che ha avuto l’apice davanti alla grotta di Massabielle specialmente alla sera tardi, in un’atmosfera surreale con un silenzio e una tranquillità che nessun altro posto al mondo ha, o può avere, e quelle preghiere dette da solo o mano nella mano con la persona che ami o con un amico/amica, la cui amicizia è nata proprio li in quei giorni ed è già un’amicizia vera di quelle che difficilmente puoi farne a meno.
Lourdes però non è fine a se stesso, il vero pellegrinaggio inizia quando si torna nella vita di tutti i giorni, sembra una frase fatta, ma ho capito che quotidianamente non serve il grande gesto, non serve fare chissà cosa, ma bisogna cercare di portare in ogni momento della nostra vista un po’ di quei sei giorni con piccoli gesti, piccole azioni partendo da noi, dalle nostre famiglie dai nostri amici ed essere capaci, da “ammalati”, di essere come gli ammalati di Lourdes pronti, nelle nostre sofferenze, a fare quello che loro fanno per noi, cercando di sentire la presenza di Maria e di Gesù anche qui, perché sono sempre al nostro fianco. Se cerchiamo la grotta di Massabielle la possiamo trovare in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento basta solo aprire il cuore.
Lourdes è un dono, è una speranza di vita che viene data a ognuno di noi per guarire da qualsiasi male..grazie…grazie di cuore a tutti.
Massimo