Provare per credere
Sep 29th, 2006 by Stefano
La mia esperienza a Lourdes. Se fosse questo il titolo di un tema non penso che riuscirei a farcelo stare in meno di 2 pagine di protocollo….e invece per una volta ho il problema opposto…ovvero di dover far stare in una facciata una settimana di emozioni, di gesti, di facce e di persone. Proviamoci.
Innanzitutto devo dire che la voglia di venire a Lourdes prima della partenza c’era…ma non era esagerata. Non dico che io sia stato obbligato a venire, perché non sarebbe assolutamente vero, però con un padre che è 30 anni che accompagna i malati, è responsabile tecnico del pellegrinaggio, e spende 2 sere ogni settimana in riunione con l’OFTAL…diciamo che il passo è stato breve. All’inizio un po’ di scetticismo c’era, nel senso che ci si aspetterebbe che i ragazzi che vanno a Lourdes siano tutti un po’ sul prototipo casa-scuola e chiesa, magari pure chierichetti e con gli occhiali.
Mi sono dovuto smentire ancora prima di salire sul treno direi. Anzi è stato tutto il viaggio una smentita…dal primo minuto all’ultimo…scoprendo che la gente che va a Lourdes non è speciale in quanto diversa dagli altri, ma è speciale proprio perché va e affronta questa settimana…e dopo torna diversa dagli altri, interiormente.
Inoltre oserei dire che Lourdes, o diciamo meglio la Madonna, riesce a tirare fuori il meglio di ognuno delle persone che partecipano a questo pellegrinaggio, siano essi malati, dame o barellieri. Ho incontrato persone a cui nella vita di tutti i giorni non avrei letteralmente dato 2 lire, quelli che le nonne definiscono i “cattivi ragazzi”, magari con un paio di tatuaggi e piercing e il classico atteggiamento da “bullo”, e invece si sono rivelate essere barellieri o dame impareggiabili. E anche solo questa “lezione sui pregiudizi” basterebbe da sola a giustificare il fatto di andare a Lourdes per gente di tutte le età. Ma c’è molto di più.
Un ragazzo di 19 anni che vive a Milano, parlo per me stesso, ma penso che il discorso possa valere abbastanza anche in generale, è abituato a tante emozioni, tante novità tutti i giorni, e trova quasi difficoltà a soffermarsi a pensare…a riflettere sulle persone incontrate, sui loro problemi e sui propri problemi. Davanti alla grotta è quasi impossibile non farlo. Quando guardi negli occhi un ammalato e gli puoi leggere dentro, ne puoi capire il dolore…quasi esserne parte anche tu. O quando spingi una carrozzina, e su quella carrozzina c’è un ragazzo che ha la tua stessa età, la tua stessa voglia di vivere ed essere giovane…come fare a non chiedersi:”perché lui e non io?…che cos’ha fatto lui per meritarsi questo, o io per meritarmi tutto quello che ho?” Sono domande che non avranno mai risposta, ma il miracolo che compie Lourdes in chi ci va è proprio questo: il chiedersi, interrogarsi, e arrivare a percepire anche lontanamente che la vita è veramente appesa a un filo, e che a noi non è dato conoscere il perché di molte cose, ma che nel nostro piccolo possiamo decidere cosa vogliamo fare ogni giorno, azione dopo azione.
E se riusciremo anche solo ad avvicinarci ad avere la stessa voglia di essere in vita che si legge negli occhi di un ragazzo 19enne in sedia a rotelle, beh, potremo dire che abbiamo veramente avuto successo.
Penso a quante cose in più si potrebbero aggiungere riguardo a Lourdes, alle persone che si incontrano lì, ai malati…(o forse i veri malati siamo noi…?) e a quanto si percepisce essendo lì, aiutando, ma non si riesce a esprimere con le parole.
Questo è solamente un antipasto di ciò che quella piccola cittadina del sud della Francia può offrire a ognuno di noi…per scoprire il resto bisogna andare e sperimentare noi stessi…provare per credere.
Guido Spinelli
ciao guido, come va? probabilmente ci siamo anche visti ma non riesco ad associare il nome alla persona. ho letto che tuo padre è responsabile tecnico del pellegrinaggio. quindi chi sarebbe? (nome) a parte questi dettagli penso che il miracolo di lourdes, o meglio della madonna, sia proprio quello di far scoprire a tutti la propria personalità e di rendere tutti in grado di offrire il meglio di sè stessi. aspetto una risposta! grazie, a.