Ho deciso di dire “sì”
Sep 28th, 2006 by Stefano
All’idea di Lourdes si associa comunemente l’immagine di persone malate, disperate o graziate.
Un pellegrinaggio a Lourdes rappresenta, nell’immaginario collettivo, il viaggio della speranza, della fede e della richiesta del miracolo.
Io che non aspettavo ne chiedevo un miracolo non so perché ho deciso di dire “SI”.
SI all’invito di fare la “dama” al seguito del pellegrinaggio, che la mia amica/vicina di casa mi ha fatto, e dopo essere tornata a casa non so ancora bene perché ho voglia di ritornare l’anno prossimo…
Ho vissuto male il viaggio di andata e l’arrivo in ospedale: c’era ben poco da fare, gli “ammalati”, a me affidati, arrivavano in accueil portando tranquillamente da soli i propri bagagli…
E più mi guardavo intorno più vedevo veli blu, tanti, troppi, quasi che fosse la “moda” di Lourdes…

Avevo voglia di fare ma non potevo, o non riuscivo…
Poi il messaggio di un’amica mi ha aperto gli occhi, ma soprattutto il cuore. Diceva cosi: “Oggi mi sono svegliata ed ho pensato che tutto poteva succedere, che le cose mi sarebbero semplicemente capitate e che sarebbero state belle.”
Da quel momento è iniziato il mio pellegrinaggio. Mi sono seduta in mezzo ai malati di solitudine ho cominciato a parlare di me ed essere curiosa delle loro vite, ho preso le voitures e le ho tirate provando gioia nel portare “a spasso” gente che non riesce a farlo da sola, ho imboccato chi non riusciva a mangiare, e ho aiutato persone che mi hanno permesso di dare loro una mano, provando un profondo rispetto per il loro orgoglio e ringraziandole per quel dono che loro stavano facendo a me: mi permettevano di essere il loro aiuto.
E poi ho riso, scherzato e condiviso con gli amici che mi hanno accompagnato, ho pianto, come penso di non averlo mai fatto. Ho avuto l’occasione di “conoscerli”. Rivedo l’immagine di noi inginocchiati alla una di notte, stanchi morti e con gli occhi che si chiudevano dal sonno, in preghiera, sotto la grotta davanti alla Madonna…
Fede, misticismo, atmosfera, preghiera, contemplazione… Non so rispondere, era come una calamita, anche per me che ho abbandonato oratorio e parrocchia quasi 20 anni fa…
Ho capito che Lourdes non è per pochi, per i credenti e praticanti, o solo per gli “over 70”.
Lourdes è una tempesta di emozioni a cui nessuno può rimanere indifferente, ma dopo la tempesta, tornati nelle nostre case, nella quotidianità delle nostre vite, arriva la quiete.
Lourdes non va raccontata, non si può raccontare, Lourdes va vissuta, bisogna però “volerla” vivere.
Monica
Ciao ragazzi e ragazze, quest’anno a Lourdes c’ero anche io. Vorrei perciò darvi un motivo per partecipare a questa bellissima esperienza. Ciò che mi ha veramente colpito è stato il rapporto che si instaura con le persone, sia con il personale che con i malati. Questi unltimi spesso non aspettano altro per un anno intero, lo si vede dai loro sorrisi, dalla voglia che hanno di parlare, dall’entusiasmo con cui fanno complimenti e ringraziano,.. i volontari invece sono delle persone stupende. Per volontari intendo tutti noi! A Lourdes non esistono amicizie e inamicizie. Si collabora e basta e tutto questo è spontaneo. Non è il solito rapporto di lavoro. C’è la felicità di aiutare gli altri insieme, di aiutarsi a vicenda a capire il senso del pellegrinaggio. La gioia più grande è sentirsi dire grazie per un niente, e dirlo a tutti quelli che si incontrano. Parlando con Edo, qualcuno lo conosce, dicevo che mi è sembrato che a Lourdes tutte le barriere che si creano nella vita di tutti i giorni con le persone cadono. Io stesso posso dire che con le persone con cui andavo meno d’accordo a scuola mi sono trovato benissimo, è una novità stupenda, no?! Ti cambia veramente la vita e il modo di vedere la gente. Ciò che mi viene da dire è di non fermarsi all’apparenza, il viaggio a Lourdes non è il solito pellegrinaggio per paolotti. Tutti, anche i non credenti, si trovano bene, cominciano a dare un senso alla propria vita. Probabilmente ho capità più cose in questi cinque giorni che in cinque anni di scuola. E vi prego di lasciarvi coinvolgere, ne vale veramente la pena! Non sto a dilungarmi troppo… Un’esperienza che cambia le persone, non fermatevi all’apparenza! Grazie a tutti quelli che hanno collaborato quest’anno. Un abbraccio, Andrea.
Ciao Andrea,
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Stefano