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Ciao come è andata questo pomeriggio?
Guarda di tutto e di più un’avventura, dopo ti raccontiamo.
Allora eravamo in attesa della processione, dal momento in cui era presto, abbiamo pensato di fare due passi in riva al Gave, vedendo una papera sola, lontana dal gruppo e sbattuta dalle onde nella forte corrente.
Preoccupati della sua salute ci siamo buttati a capofitto giù dalla riva per recuperarla, dopo vari tentativi tra gli arbusti e la corrente del fiume c’è l’abbiamo fatta! Recuperata.
A questo punto siamo andati a cercare il gruppo dei paperi, arrivato in fondo al ponte abbiamo scorto il gruppo che scorrazzava su e giù dalla corrente con la mamma.
Problema: “Come facciamo a metterla vicino al gruppo?”
Qualcuno suggeriva di lanciarla, ma è troppo piccola per volare.
Vicino a noi un Don osservava la situazione incuriosito, “proviamo a chiederlo a Lui di lanciarla”.
La risposta è stata no sorridendo!
A questo punto con coraggio siamo scesi dalla riva, e tra varie peripezie siamo riusciti a depositarla in acqua, il gruppo gli è corso incontro gioendo, “bella avventura vero!”.
Certo a Lourdes nulla è a caso!
Sentite: C’erano una volta due paperine, una era zoppa e l’altra affamata, erano rimaste sole in balia del fiume tra onde e corrente impetuosa, e …

Angelo

Inizio

E’ mattina presto, sono appena le cinque ed il treno si avvicina di gran lena a Toulouse. E’ sempre “strano” riscoprire come ogni volta passata Ventimiglia si cambi decisamente velocità: da lumaca a saetta.
Siamo un poco in ritardo, o almeno sembra, ma questo nuovo pellegrinaggio è cominciato. Ieri sera gli ultimi ritocchi agli alberghi: ritirati dell’ultima ora e iscritti all’ultimo minuto. Far quadrare i conti sembra facile, ma come insegna la Clelia ci vuole metodo e lei, nel campo ha esperienza da vendere.
Abbiamo incorociato un paio di trani dell’Unitalsi lungo la strada, ci rincontreremo a Lourdes. Ieri, partiti da Ventimiglia i ragazzi cantavano in furgone, la degna colonna sonora per l’inizio del pellegrinaggio.

La luna ancora domina il cielo, ma tra poco sarà l’alba e saremo lì a sentire la classica vocina: “lourdes, stazione di Lourdes…” e saremo arrivati, pronti, ma anche no, a farci sorprendere di nuovo (alcuni per la prima volta) dallo sguardo amorevole che Maria ci regala attraverso i nostri compagni di viaggio e nelle ore di preghiera solitaria alla grotta.

E’ in fondo il solito inizio, ma ogni volta ha un gusto differente.

Da tempo, al ritorno dal pellegrinaggio, molti di noi proponevano qualche altro giorno con i ragazzi che ormai sono presenza importante del Milano di giugno.
Io, poi, da qualche tempo, lanciavo l’idea di fare capodanno tutti insieme. Sembrava però un’impresa non facile, soprattutto per la difficoltà di trovare un posto idoneo.

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Durante il mese di agosto 2008 ho cercato , tramite il sito della diocesi, qualche indirizzo e quando ho avuto la risposta dalla provincia di Alessandria, ho iniziato a credere che ce l’avremmo fatta!
E cosi è stato, siamo partiti il 30 dicembre in mattinata da Rozzano, con il pullman e con l’oftalmobile, alla volta di BERZANO di Tortona, in un condominio solidale, dove siamo stati ospiti in un casolare ristrutturato. Continue Reading »

Appunti di viaggio…

Al ritorno da un pellegrinaggio immancabilmente, finito il viaggio fisico, in treno o pullman che sia, comincia il viaggio interiore. Il viaggio nelle proprie emozioni che spesso durante il servizio non si ha il tempo o la lucidità di percorrere. I primi passi di questo cammino totalmente umano si fanno lì, certo, nei momenti di calma, spesso davanti alla grotta la sera. Ma è quando si torna che la ragione e il cuore cominciano a metabolizzare tutte le emozioni:

Abbiamo vissuto delle emozioni forti, ma bellissime. Penso che sia importante il fatto di essere ragazzi perchè questa esperienza è capitata in un momento difficile,avevo paura di chiudermi nel mio egoismo pensando solo alla scuola e all’atletica che per me è molto importante, ho capito che non si può vivere solo di questo, non è sufficiente pensare solo alle cose che si piace fare, bisogna aprire gli occhi e accorgersi che c’è molta gente che ha bisogno di te.
Spero di ritornare l’anno prossimo!

Sara

E ancora:

Grazie per le persone uniche ed eccezionali. Comunque oltre a noi bisogna ringraziare molto di più voi, persone stupende che avendole avute accanto hanno permesso un pellegrinaggio molto bello per tutti. Sicuramente ci sto ancora pensando, come l’anno scorso mi capitava di pensarci anche dopo molti mesi. C’è un’aria strana a Lourdes; c’è qualcosa di misterioso. E’ una settimana spacca-ossa ma ti lascia qualcosa di unico che ti porti sempre dietro. E a questo punto io mi sento di fare anche un ringraziamento a tutti i malati, i ragazzi e gli anziani in generale con cui ho parlato o ho aiutato anche una volta solamente; quei loro sorrisi, quel loro parlare schietto-schietto della loro vita sparandotela in faccia senza nessuna esitazione, quella voglia ancora di vivere e di sorridere…tutte cose eccezionali che ti fanno poi riflettere nella vita di ogni giorno, in molti ambiti. Quindi devo ringraziare ancora l’oftal/oftac perchè è veramente una cosa grandissima sopratutto per molta gente che le dedica gran parte del suo tempo. E se dovessi continuare a ringraziare non finirei più; forse devo ringraziare anche quella parte di me che è riuscita a spingermi ad andare anche quest’anno a Lourdes nonostante fossi più che scettico. Adesso a fine luglio vado con il pellegrinaggio di Busto sempre come barelliere ma questa volta con l’Unitalsi…ma secondo me non sarà la stessa cosa..

Grazie! Questa la parola ricorrente. Una gratitudine figlia dello stupore e della letizia, ma è poi sempre difficile capire bene a chi dirlo…

Mi sono tornati alla mente un sacco di momenti stupendi passati con voi e con quelle persone che pur essendo malate, e quindi più sfortunate di noi, sanno, non so in quale modo, tirare fuori da ognuno di noi la forza di continuare imperterriti a dare loro una mano.
Ricordo quelle ore passate in silenzio davanti alla grotta a pensare a qualcosa ma forse anche a niente con le lacrime che senza che io lo volessi uscivano dagli occhi: sono state le lacrime più desiderate di tutta la mia vita. Non so neanch’io il motivo di questi goccioloni enormi ma so che mi hanno permesso di rafforzare la mia fede e di convincermi sempre più di come questa esperienza mi abbia arricchito come mai nessuna altra.
Non scorderò mai -assolutamente!!- la signora Piera del mio refettorio, una signora fantastica, che l’ultimo giorno mi diede un regalino (che dal mio ritorno si trova sul mio comodino) in segno di graditudine. Mi disse: “Accettalo con tutto il cuore e non dimenticarti mai di me” e io sicuramente non mi dimenticherò mai di lei ma anzi sarei molto felice di rivederla.
E tutte le vostre figuracce che ci avete raccontato nel bar?! Il “buco nei pantaloni della felpa” come faccio a dimenticarlo?! Quante risate!!! Non mi dimenticherò mai di voi, persone fantastiche, che mi avete permesso di trascorrere in quel modo stupendo quei giorni fantastici a lourdes!!! GRAZIE VERAMENTE DI CUORE!!!

Lourdes è la linea di confine tra la terra e il cielo… ed in mezzo noi con tutta la nostra umanità, i nostri sentimenti e le nostre contraddizioni…

lourdes e proprio la linea di confine tra cielo e terra….
la porta di passaggio tra la realta e il mondo a cui tutti aspiriamo…un fazzoletto di terra dove regnano la pace,la preghiera,popoli,lingue e culture diverse…racchiuse nell abbraccio di maria,in un clima di serenita e tolleranza..quando poggi piede sul suolo di lourdes in te si concentrano tutte le energie della terra,del fuoco di quelle candele,dell acqua di quella sorgente,dell aria dei pirenei,e della roccia della santa grotta..i 4 elementi si avvolgono in un vortice e ti penetrano…ti senti una tigre in grado di affrontare qualsiasi prova e difficolta…sicuro che niente puo andarti male perche percepisci che qualcuno sta vegliando il tuo cammino…qualcuno che si prestera a spostare cn la sua mano amorevole gli ostacoli presenti sulla tua strada prima che tu possa inciamparci e cadere…a lourdes si arriva carichi di speranze ,di sorrisi..ognuno cn qualcosa da chiedere,con questioni da risolverecon domande che per troppo tempo non hanno avuto risposta…a lourdes niente e per caso…ogni incontro,ogni particolare che al momento puo sembrare insignificante,se ci rifletti prende un significato…e l unico luogo in cui le persone s incontrano senza darsi appuntamento anche tra milioni di altre persone!!finisci sicuro per incontrare qualcuno che conosci!!i sorrisi degli ammalati,il loro soffrire in silenzio,il loro carico di speranze e dolori…sono loro la vera sorgente di vita…non siamo noi che curiamo loro ma sono loro che curano noi…i veri mestri di vita…un loro sguardo insegna piu di mille libri…e quando ti alzi alle 6 del mattino ed esci dall albergo buttandoti in quel dedalo di stradine mentre lourdes dorme ancora ..mentre i bar cominciano ad aprire le serrande..e qualcuno torna dopo aver fatto la notte..con il freddo vento dei pirenei sulla faccia e quella pioggerella che ti bagna gli occhi …be vi assicuro che lo fai col sorriso..piena di una gioia che ti riempie il cuore,non ce fatica,non ce sofferenza..i piedi fanno male..ma non t importa ..va bene cosi..perche sai che basteranno il sorriso di un bambino..o gli occhi dolci di una nonna e ogni dolore scomparira…come disse emily dickinson:

“SE IO POTRO IMPEDIRE AD UN CUORE DI SPEZZARSI…
NON AVRO VISSUTO INVANO….
SE ALLEVIERO IL DOLORE DI UNA VITA O GUARIRO UNA PENA
O AIUTERO UN PETTIROSSO CADUTO A RIENTRARE NEL NIDO
NON AVRO VISSUTO INVANO”….


Rosaria

incontri che rimangono

alcune giornate vengono illuminate da incontri speciali che cambiano la vita, che fanno pensare a quanta strada abbiamo ancora da percorrere. Basta una frase come questa:”a maggio dello scorso anno mi hanno diagnosticato questa malattia del motoneurone. In questa malattia c’é un disegno di Dio. È una grazia e in dico che questo è un miracolo”

il cielo uggioso…

… Ha fatto da sfondo ad una giornata solare!
La mattina ci sveglia con una pioggia battente, ma qui dove tutto è grazia, dove meglio piano pronti a vederla anche nelle piccole cose, alla fine gioiamo per un’altra splendida giornata. Gli impegni sono stati molti: la messa alla grotta condita con qualche goccia di pioggia, il cachot e la processione eucaristica.
La sera la riunione primi viaggi. Emerge forte la fatica, ma dolcemente accompagnata da stupore e letizia. La domanda che non sia una parentesi di 6 giorni, ma posti frutti in tutta la nostra vita

giornata campale

ogni pellegrinaggio è diverso: ha ritmi differenti, abitudini particolari etc. Questo è a dir poco sperimentale, bellissimo come tutti i pezzi unici d’artigianato.

Ore 5:30- La sveglia

È ancora buio, ma l’arrivo a Lourdes sarà tra poco più di un’ora. La colazione aspetta in Accueil i nostri malati, i bagagli attendono i cinque ragazzi dell’equipe, tutti gli altri correranno a prendere servizio…

il treno sfreccia…

… in riva al mare. Siamo partiti in perfetto orario da S.Cristoforo. La Liguria ci accompagna nel nostro pellegrinaggio con un bel sole e la vista del suo mare.
È la prima volta che partiamo a maggio, tanti nuovi amici di diversi istituti sono con noi in viaggio. Mentre recitiamo il rosario prepariamo il nostro cuore al rinnovato stupore che lo sguardo di Maria, sempre miracolosamente ci dona.
Buon viaggio.

E’ questo che mi è successo sabato mattina quando, dopo una faticosa sveglia alle 6 50 (niente in confronto ai ritmi di Lourdes, ma molto a Milano di Sabato!) mi sono presentata con mio marito al 7 30 allo scalo di S Cristoforo.

 

 

Tutta la fatica della levataccia immediatamente svanisce appena vedo arrivare il treno e riconosco gli amici e la gioia sui loro volti che immediatamente mi risuona nel cuore.

Aspettiamo che scendano dal treno le persone che siamo venuti a prendere: ho una certa trepidazione perché il malato che aspettiamo sta tornando dal suo primo viaggio e sono curiosa di sapere se è stato contagiato dall’esperienza di Lourdes.

 

 

Appena ci vede si apre un sorriso sereno e commosso sul suo volto e ci dice che è stato stupendo ,“non credevo…” aggiunge. Mi spiega con entusiasmo che lo hanno colpito tutti i giovani che ha visto fare servizio e che il momento più commuovente è stato il Flambeaux. Ce lo racconta con lo stupore di chi ha vissuto una bellissima esperienza per la prima volta e con la certezza che, “se il Signore vorrà” tornerà.

E’ stato bellissimo vederlo testimoniare ad un vicino di casa la bellezza di un Incontro: “ho pregato tanto, e se lo dico io che ero scettico, puoi crederci!”.

Siamo tornati a casa anche noi con un pezzo di quella gioia nel cuore… grazie a tutti voi per avercela portata fino a Milano!

Chiara

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